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Gli Ospedali di Andrea – Convegno Nazionale – XII edizione

Carissimi,
Vi segnalo il convegno nazionale “Gli ospedali di Andrea” organizzato da AGe che si svolgerà a Vicenza il prossimo Novembre.

In particolare segnatevi la giornata di Sabato 17 Novembre, dedicato a Insegnanti Genitori e Alunni.

La Dr.ssa Chiara Crivelli, vice presidente nazionale AGe ci presenterà l’evento giovedì 25 ottobre in occasione della Festa della Famiglia.

CURARE, ASSISTERE, EDUCARE

La salute comincia in famiglia e nell’ambiente in cui viviamo

L’OSPEDALE E IL TERRITORIO PER ANDREA

15-16-17 Novembre 2012
Istituto Superiore di Scienze Religiose
Viale Cialdini n. 2 – Monte Berico VICENZA

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Succede in Francia: Mamma e papà? No genitore1 e 2

di Stefano Montefiori (Corriere della Sera 18/10/2012)

In Francia la nuova disciplina rientra nel pacchetto per legalizzare i matrimoni gay. Ed è già conflitto…

Il progetto di legge «Matrimonio e adozione per tutti» sarà presentato in Consiglio dei ministri il 31 ottobre, e adesso che quella data si avvicina le voci contrarie prendono forza in Francia. È il titolo III della bozza a fare più discutere, quello che fa venire i nodi al pettine: si intitola «Disposizioni che mirano a rendere coerente il vocabolario del codice civile», e riguarda naturalmente tutti i cittadini, senza fare distinzione tra coppie eterosessuali e omosessuali. Oltre all’articolo V che stabilisce «Marito emoglie sono sostituiti dal termine sposi», l’articolo VII precisa che «Padre emadre sono sostituiti dal termine genitori»; nel libretto di famiglia di ogni cittadino francese, al posto di padre e madre, saranno indicati genitore 1 egenitore 2.

In base a quale criterio? Forse l’ordine alfabetico.

E che cosa implica per i bambini e per i genitori? Se lo chiede Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere

«Non si tratta solo di aprire il matrimonio esistente a persone dello stesso sesso, ma di trasformarlo affinché queste persone possano entrarvi — ha osservato su Rtl monsignor André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi —. Non è vero che per le coppie eterosessuali resta tutto come prima. Quando marito e moglie vedranno che sul loro libretto di famiglia non sono più padre e madre ma genitore 1 e genitore 2, si accorgeranno che qualcosa è cambiato. Quando a un bambino il primo giorno di scuola verrà chiesto non più “come si chiama tuo padre” ma “qual è il nome del tuo genitore 1″, ci renderemo conto che abbiamo trasformato la famiglia allo scopo di conformarla a un’altra pratica. Che può avere una sua legittimità, ma questo è un altro discorso».

L’opposizione della Chiesa francese al matrimonio gay e all’adozione degli omosessuali arriva dopo la condanna di Benedetto XVI ed era scontata; altri cardinali, come l’arcivescovo di Lione Philippe Barbarin, si sono distinti per la violenza delle proteste arrivando a parlare di «via aperta alla poligamia e all’incesto». L’arcivescovo di Parigi invece ha suscitato interesse anche tra i non credenti perché coglie un punto di solito trascurato: al di là dell’accesso dei gay al matrimonio, la nuova legge coinvolge — e forse cambia — tutte le famiglie.

François Hollande ha presentato il progetto di matrimonio omosessuale in campagna elettorale, quando ancora non era presidente, ed è stato eletto anche in base a quella proposta: oggi, in momenti di depressione economica, di tagli alla spesa pubblica e aumenti delle tasse, le nozze gay sono una delle poche promesse che ancora può mantenere. La legge sarà sicuramente approvata, ma anche a sinistra si riflette sulla trasformazione in corso.

La filosofa Sylviane Agacinski, moglie dell’ex premier socialista Lionel Jospin, contraria alla legge, ricorda che «esiste una identità di struttura tra la coppia genitoriale uomo-donna, sessuata, e la bilateralità della filiazione (cioè il fatto che i figli abbiano due genitori). L’alterità sessuale dà il suo modello formale alla bilateralità genitoriale: è per questo, e solo per questo, che i genitori sono due, e non tre o quattro». Per Agacinski ruoli ancestrali, culturali ma anche biologici, vengono messi in discussione.

Passare da padre e madre a genitore 1 e  genitore 2 potrebbe non essere solo una questione di modulistica (la tipografia Berger-Levrault è peraltro già pronta a stampare milioni di nuovi documenti), anche se le associazioni a favore delle nozze gay tagliano corto:

«Chi se ne importa di sapere chi sarà il genitore 1 e 2, a meno di non essere attaccati a una forma di gerarchia come quella tra padre e madre — dice Nicolas Gougain di Inter-Lgbt —. È solo una necessità di buon senso amministrativo, farne uno scontro ideologico non ha senso».

Il presidente dell’Associazione delle famiglie monoparentali è d’accordo: «Nel momento in cui il genitore 1 ha gli stessi diritti giuridici del genitore 2 il problema non esiste», ha detto a Slate.fr Alexandre Urwicz. Ma è su questo aspetto che, tra poche settimane, sarà più forte lo scontro in Parlamento.

XII Convegno degli Ospedali di Andrea

Si terrà a in Veneto il XII Convegno degli Ospedali di Andrea.

Nei giorni 15-17 novembre 2012 a confronto pediatri, infermieri, associazioni di genitori e di volontari, scuole, per migliorare la qualità dell’accoglienza dei bambini e delle famiglie negli ospedali.Interventi di alto livello scientifico, uniti all’esperienza di ospedali, genitori e scuole che già hanno provato l’accoglienza, l’umanizzazione, il dialogo sulla prevenzione e l’educazione alla salute.

Il nostro Paese destina alla spesa sanitaria per i bambini fino a 14 anni (all’incirca il 14% della popolazione) il 2% della spesa sanitaria globale ed ai benefici sociali per la famiglia ed i bambini poco più dell’1% del PIL a fronte del 2,5% della Francia, del 3,2% della Germania e del 2,2% della media europea. I bambini tra 0 e 2 anni che possono usufruire dell’asilo nido sono soltanto il 13,6 % e il 45% dei Comuni italiani non offre servizi per la prima infanzia.

I bambini rappresentano il nostro futuro, bene particolarmente prezioso in un Paese che ha un tasso di natalità inferiore a 1,5 nati per donna fertile.
E’ quindi necessario opporsi a qualunque taglio delle spese per la salute e il benessere dei bambini. E’ oramai provato che un maggiore investimento nei primi anni di vita determina un ritorno sociale ed economico molto più alto della spesa sostenuta. Queste “spese” vanno quindi considerate veri e propri investimenti strategici cui il nostro Paese non può rinunciare se realmente crede nel proprio futuro.

Promuovere e tutelare la salute dei bambini di oggi significa anche ridurre il numero di adulti e anziani malati di domani, destinati ad assorbire la quota di gran lunga più rilevante della spesa sanitaria.

Correlati al convegno, alcuni concorsi.

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