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Perdere è matematico. Il gioco d’azzardo uccide le famiglie

dal Forum delle associazioni familiari.
8 settembre 2013

Ormai non ci facciamo quasi più caso, ma ogni volta che entriamo in un bar troviamo un sacco di gente con gli occhi puntati su schermi che vomitano in continuazione numeri del lotto e bingo. E’ triste da dire, ma tutto cio’ fa parte del nostro panorama quotidiano. Gratta e vinci, slot machine, poker on line, scommesse… sembra che tutti siano alla caccia di sprovveduti da spennare e sembra proprio che i cacciatori non trovino alcun ostacolo sulla propria strada. Il volume d’affari nel settore del gioco ha raggiunto nel 2012 gli 80 miliardi di euro, con enormi utili da parte delle societa’ concessionarie ma ben più ridotti introiti da parte dello Stato per via di una tassazione eccessivamente leggera, inferiore anche a quella applicata ai redditi da lavoro. Lo Stato vuol fare il biscazziere e non è neanche capace.

Come se non bastasse il gioco d’azzardo è un trappola mortale: si vince qualcosina ogni tanto e si perde tanto, tantissimo senza accorgersene. E’ dimostrato matematicamente: alla lunga vince sempre il banco... E alle perdite corrisponde l’indebitamento ed all’indebitamento l’usura. Le famiglie a rischio sono circa 3 milioni (il 25%) e nel Mezzogiorno la percentuale sale al 30%. E lo Stato perde ancora in mancati introiti, fioritura della malavita, rovina di singoli e di famiglie.

Ma alla follia non c’e’ mai fine. Dobbiamo aspettarci un nuovo regalo di fine estate. Le famiglie pensano di aver fatto un affare con l’abolizione dell’Imu e invece si vedranno sfilare dalle tasche i soldi con mezzi piu’ subdoli. Troppo facile ed equo tassare le case di lusso, meglio agevolare il dilagare di strumenti che colpiscono soggetti deboli e disperati che si attaccano a questa “speranza impossibile” di migliorare la propria vita. Le entrate relative al gioco d’azzardo andranno a fare cassa: nel decreto con cui e’ stata cancellata la prima rata del pagamento dell’Imu si stabilisce infatti che circa 625 milioni di euro dovrebbero essere recuperati risolvendo un contenzioso aperto dal 2005 tra lo Stato e le concessionarie di slot machine.

Significa che lo Stato e’ disposto a fare uno sconto enorme sul pagamento di una grande multa da 2,5 miliardi di euro a chi gia’ si arricchisce con l’azzardo. Quante cose si potrebbero fare con quei soldi? Ci dicono che non si trovano i soldi per finanziare il Piano nazionale per la famiglia, il FattoreFamiglia; hanno azzerato in questi anni diversi fondi di sostegno a situazioni di disagio e problematiche sociali scaricando altri sacrifici sulle famiglie italiane, ormai allo stremo, mentre dall’altro lato agevolavano chi lucra sulle debolezze dei suoi cittadini creando altro disagio sociale.

Come si fa ad avere fiducia in tutto cio’? Invitiamo le forze parlamentari che hanno proposte per contrastare questo dilagante fenomeno ad essere piu’ coraggiosi e incisivi: plaudiamo all’iniziativa del Senato che vieta per 1 anno l’apertura di nuovi centri per i giochi d’azzardo elettronico on line e nei luoghi aperti al pubblico, ma rimaniamo sbigottiti quando sentiamo già qualche parlamentare affrettarsi a dichiarare che questa decisione è stata un errore e che rimedieranno! A quanti suicidi di persone rovinate dal gioco dobbiamo assistere, quante famiglie sul lastrico dobbiamo vedere strisciare per capire che il gioco d’azzardo e’ una piaga e che lo Stato dovrebbe contrastarlo e non lucrarci?

In questa situazione il governo dovra’ almeno includere la patologia correlata al gioco d’azzardo nei LEA prevedendo forme specifiche di cura e dovra’ stabilire forme di sostegno alle famiglie in cui ci siano membri affetti dalla patologia, limitare la pubblicita’ sui giochi a premi e l’apertura di nuove sale da gioco e aumentare la tassazione sul gioco d’azzardo sia come deterrente sia come misura di giustizia fiscale.

http://www.forumfamiglie.org

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