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Buon lavoro alla nuova amministrazione comunale.

Venerdì 17 giugno u.s. si è insediato il nuovo consiglio comunale di Minerbe.
Auguriamo buon lavoro a tutti: alla maggioranza che avrà l’onere di amministrare, all’opposizione che avrà il dovere di controllarne l’operato.
A tutti l’auspicio di lavorare per il bene della comunità di Minerbe.

Durante la compagna elettorale si è più volte parlato di collaborazione tra istituzioni e associazioni, in una logica di “sussidiarietà”.

In linea con questo spirito, ci permettiamo di offrire un piccolo contributo frutto del lavoro congiunto tra AGE Minerbe ed Istituto Comprensivo Berto Barbarani.
Un lavoro svolto tra il 2014 ed il 2015 che ha visto coinvolti 400 ragazzi, 600 genitori e 4 scuole.

“Minerbe Family Report” è un’indagine che tenta di fotografare situazione, abitudini e aspirazioni delle famiglie di Minerbe.

Qui di seguito una sintesi dei dati raccolti.

Una situazione nel complesso positiva.

CopertinaMinerbeFamilyReport_2015 (800x609)A Minerbe si vive bene. Così risponde la maggioranza dei 600 genitori intervistati. Lo si percepisce anche dall’analisi delle condizioni delle famiglie. Si osserva una diffusa stabilità nei rapporti familiari: il 90% delle famiglie sono costituite da un matrimonio religioso o civile. Nel 67% delle famiglie vivono da 2 o 3 figli.

La disoccupazione è contenuta sotto il 5%. Il lavoratori a tempo indeterminato si attestano all’80% del totale. Pur essendo un paese della pianura veronese, solo il 10% è occupato nell’agricoltura, la maggioranza lavora nell’industria e nell’artigianato. Si lavora vicino a casa, oltre la metà di noi entro i 10Km, raggiungendo il posto di lavoro principalmente in auto in 15 minuti circa.

1 madre su 3 si definisce casalinga. Tra le lavoratrici, la metà ha un contratto part-time. Un dato che indica la volontà di cura della dimensione familiare delle mamme. Sono loro infatti che seguono i figli nei compiti pomeridiani e nelle varie attività extra scolastiche. La presenza dei nonni è comunque importante: seguono nel pomeriggio il 22% dei ragazzi. Vivere in paese, vicino al posto di lavoro e ai nonni permette di coltivare relazioni virtuose tra famiglia, nonni e nipoti.

A Minerbe la scuola funziona bene, sia come offerta formativa che come qualità. Andrebbe migliorato il servizio mensa, in particolare alla scuola secondaria. Emerge l’ottima qualità del servizio delle scuole dell’infanzia paritarie.

Si segnala una discreta qualità dei vari servizi per le famiglie. Ci sono infatti vari aspetti da migliorare: ad esempio ridurre i tempi di attesa per i vari servizi sanitari (ospedale, medico, pediatra) ed il servizio mensa scolastica alla scuola secondaria.

C’è voglia di stare all’aria aperta, di muoversi in bici con i figli, in sicurezza rispetto all’elevato traffico automobilistico odierno. Abitiamo in campagna ma si chiede a gran voce la creazione di aree verdi, parchi pubblici attrezzati e sicuri, percorsi ciclopedonali.

Minerbe è ricca di associazioni di volontariato e promozione sociale. Sono più di 20 quelle iscritte alla consulta. Segno di una storica vitalità tra i cittadini. Le associazioni che offrono un servizio maggiore alle famiglie sono i circoli NOI, le associazioni sportive e l’Associazione Genitori.

L’unione dei comuni piace. Piace l’idea di poter vivere in prospettiva in un comune più grande, accentrando per l’intera unione le strutture scolastiche e sportive purché servite da un efficiente servizio di trasporto e di viabilità sia per le auto che per le bici.

Un clima un po’ troppo rilassato.

Come passano il tempo, oltre al lavoro, i nostri concittadini? Come si relazionano con la comunità di appartenenza?

Siamo sedentari, passivi e, a quanto si rileva, un po’ incoerenti.

Solo il 30% dei genitori pratica sport almeno una volta a settimana. Si passa gran parte del tempo libero davanti alla TV o su internet. Le mamme, che vantano anche una maggiore scolarità rispetto ai padri, leggono di più.

Si partecipa poco alla vita amministrativa del comune. Quasi nessuno frequenta i consigli comunali.

L’85% dei genitori si definisce cattolico, ritiene importante la dimensione religiosa nella vita di un adulto e fondamentale trasmetterla ai figli. Tuttavia solo il 30% dei padri frequenta la Messa con regolarità, percentuale che scende in modo importante tra i genitori più giovani.

Si chiedono varie iniziative ricreative o culturali, anche interessanti: un servizio di post-scuola, iniziative formative per adolescenti e giovani, il cinema. Tuttavia si ritiene che debbano essere realizzate dal Comune o dalla Parrocchia, ovvero le “istituzioni”. Non si è disposti a dedicare un po’ del proprio tempo per supportarle.

L’89% degli intervistati ritiene il volontariato e l’associazionismo un servizio importante per la comunità. Tuttavia il 71% non è disposto ad offrire il proprio impegno. Solo il 15% dei genitori infatti è attivo nelle associazioni di volontariato.

Tra le righe possiamo leggere un ripiegamento individualista tra i genitori, un disimpegno: insomma il tempo sta cambiando, si vedono delle nuvole dense all’orizzonte.

 

Quali prospettive per il prossimo futuro?

Minerbe Family Report ci presenta un’immagine a luci ed ombre.

Dagli aspetti analizzati, i nostri dati fotografano una condizione di vita sostanzialmente positiva per le famiglie minerbesi, una discreta qualità dei servizi in generale e una significativa vitalità in ambito associativo. Un patrimonio che in un certo senso abbiamo ereditato dal passato. Ancora funzionante e fruttifero.
Dall’altra parte osserviamo nei genitori un ridotto senso di appartenenza alla comunità di riferimento ed un sentimento di delega alle istituzioni e agli altri piuttosto che di assunzione di responsabilità in prima persona.

Con questo atteggiamento si pongono le condizioni per una spirale involutiva, dato che le istituzioni faticheranno sempre più nel rispondere a tutti i bisogni per problemi di bilancio, e le associazioni soffriranno per mancanza di ricambio di volontari.

Qual’é allora il compito per le associazioni e le istituzioni di Minerbe? Promuovere nei cittadini il senso di appartenenza alla comunità. Partecipazione attiva, sussidiarietà, solidarietà sono gli ingredienti per migliorare la condizione attuale del nostro paese. Questo farà star meglio gli altri ma anche ognuno di noi. Perché questi valori rendono l’uomo più uomo e quindi più felice.

Il progetto “Il mio senso civico, il paese che vorrei …”, che ha dato origine anche a questo report, può essere un esempio in tal senso. Si riparte dalle persone, dalla sensibilizzazione dei più giovani, i protagonisti del prossimo futuro di Minerbe. Scuola pubblica e Associazione Genitori insieme. Anche questa è “la buona scuola”.

Alle istituzioni e alle associazioni chiediamo di mettere al centro delle loro attività le persone. Occorre unire operatività concreta da una parte e formazione alla “coscienza sociale” per i volontari dall’altra, affinché l’impegno quotidiano, a volte pesante, sia sostenuto da una forte idealità. A ciascuno di noi chiediamo di tornare ad essere “pietre vive” affinché il nostro paese non sia un aggregato di persone, un insieme di “strutture vuote”, ma una comunità.

Una comunità nella quale è bello vivere e far crescere i nostri figli.
Buon lavoro a tutti.

Per leggere il report clicca qui>>>

Giuseppe Menin – AGeMinerbe

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